giovedì 16 ottobre 2014

Apprendista fotografa (molto apprendista)

Il mio papi aveva un'immensa passione: la fotografia. Ne aveva anche tante altre, ma la fotografia era davvero la più grande.
Aveva un arsenale di aggeggi, filtri, obiettivi, teleobiettivi, cavalletti, flash, luci e un repertorio di macchine, dalle più vecchie a rullino degli anni 70/80/90 alle più moderne digitali.

Io ho preso in prestito una reflex digitale per provare a scattare qualcosa... non ho l'occhio di papà che sapeva osservare davvero, sapeva vedere l'arte e la bellezza nella quotidianità, scorgeva con una rapida occhiata geometrie e luci armoniose, sapeva tagliare l'immagine al punto giusto, coglieva i riflessi.
Io sono lontana anni luce dalle sue capacità e oggi rimpiango di non aver imparato con lui a scattare, ad osservare... ho dato per scontata la sua presenza sempre senza immaginare che invece lui se ne sarebbe andato così presto.

Vi lascio con qualche scatto che lui fece qualche giorno prima di essere ricoverato, l'ho trovato lì, nella memoria della macchina fotografica come ultimo dono, tra i milioni, che mi ha fatto.





4 commenti:

  1. La magia della fotografia... a me è capitato di ritrovare nella vecchia reflex un rullino da sviluppare, non ricordavo nemmeno più che foto c'erano e ho ritrovato Alice di pochi giorni e l'ultimo viaggio-gita nelle marche che avevo fatto con mio padre. Anch'io lo ricordo come un bellissimo regalo inatteso. Riconosco le mura di Cittadella: bellissime!

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    1. Vero Daria, certe cose sembrano segni del destino!

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  2. Vale ma che belle le foto di tuo papà...un regalo bellissimo!!

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